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Polline e asma: fattori scatenanti, sintomi e cosa fare

Per le circa 25 milioni di persone nel mondo che convivono con asma e raffreddore da fieno, la stagione dei pollini può sembrare una doppia condanna. Gli stessi minuscoli granelli che fanno lacrimare gli occhi possono anche restringere le vie aeree, a volte in pochi minuti. Capire come polline e asma interagiscono è il primo passo per stare bene durante la primavera e l’estate.

Come il polline scatena l’asma

Quando inspiri polline, il tuo sistema immunitario può scambiare proteine innocue per una minaccia. Nelle persone con asma allergica, ciò innesca due reazioni che si sovrappongono:

  • Una risposta immediata. I mastociti nel rivestimento delle vie aeree rilasciano istamina e altre sostanze, facendo contrarre i muscoli attorno ai bronchi. Nel giro di pochi minuti possono comparire fischi, tosse o senso di costrizione toracica.
  • Una risposta tardiva. Da quattro a dodici ore dopo, l’infiammazione si approfondisce. Il rivestimento si gonfia, la produzione di muco aumenta e i sintomi possono persistere con ostinazione anche dopo che ci si è allontanati dallo stimolo.

Ecco perché un solo pomeriggio molto pollinico può rovinare un’intera serata, e perché i sintomi dell’asma spesso raggiungono il picco di notte dopo una brutta giornata di polline. Il Ministero della Salute descrive l’asma allergica come la forma più comune della malattia, che colpisce circa il 60 per cento degli adulti asmatici.

Quali tipi di polline contano di più

Il polline varia per dimensione, potenza e facilità con cui raggiunge le basse vie aeree. Le specie più frequentemente in grado di peggiorare l’asma tendono a essere piccole, leggere e prodotte in grandi quantità:

  • Il polline delle graminacee è di gran lunga il fattore scatenante più comune dell’asma correlata al polline. Una sola pianta erbacea può rilasciare milioni di granelli in una stagione, e i granelli sono abbastanza piccoli da penetrare in profondità nei polmoni. Consulta la pagina sul polline delle graminacee per una panoramica delle specie coinvolte.
  • Il polline di betulla e di altri alberi (ontano, nocciolo, quercia, acero) è altamente allergenico ed è responsabile del classico picco di asma primaverile.
  • Il polline di ambrosia alimenta l’asma di fine estate e autunno, soprattutto in Nord America e in parte d’Europa.

Se reagisci a una sola specie, è più efficace concentrare la prevenzione sulla stagione di picco di quella specie piuttosto che adottare un approccio generico. Anche i conteggi pollinici locali della tua zona meritano di essere seguiti: anche valori modesti possono provocare sintomi nelle persone molto sensibili, mentre valori elevati hanno più probabilità di innescare reazioni gravi.

Sintomi comuni dell’asma scatenata dal polline

L’asma correlata al polline può sembrare una normale riacutizzazione asmatica, ma di solito ci sono alcuni segni rivelatori che il polline ne è il motore:

  • Tosse o fischi che peggiorano all’aperto, nelle giornate ventose o dopo aver tagliato il prato
  • Una sensazione di oppressione o peso al petto che migliora nelle giornate piovose o al chiuso con le finestre chiuse
  • Sintomi che seguono un andamento stagionale, con un picco nelle stesse settimane ogni anno
  • Prurito, lacrimazione o naso che cola che compaiono nello stesso momento dei sintomi toracici

Se usi un inalatore di mantenimento (di solito un corticosteroide inalatorio), la dose potrebbe richiedere un aggiustamento durante la stagione dei pollini. Molte persone con asma allergica traggono beneficio da un piano d’azione condiviso concordato in anticipo con il proprio medico. Se non sei sicuro che i tuoi sintomi siano asma, raffreddore da fieno o entrambi, parla con un professionista sanitario prima di modificare qualsiasi farmaco.

Passi pratici per ridurre il rischio

Non puoi evitare del tutto il polline, ma le stesse strategie che aiutano con il raffreddore da fieno riducono anche le riacutizzazioni dell’asma:

  • Controlla il conteggio pollinico giornaliero e cerca di pianificare le attività all’aperto nelle giornate con valori più bassi, o nel tardo pomeriggio, quando di solito calano.
  • Tieni le finestre chiuse al mattino presto, quando i valori raggiungono il picco, e usa l’aria condizionata in auto e in casa. Per approfondire il ciclo giornaliero, consulta la nostra guida per capire i livelli di polline.
  • Fai la doccia e cambia i vestiti dopo essere stato all’aperto. Il polline si attacca ai capelli e ai tessuti e continua a esporti in ambienti chiusi.
  • Pretratta prima di esposizioni note. Se il tuo medico ha concordato un piano, usare un broncodilatatore 10-15 minuti prima di esposizioni note (tagliare il prato, una passeggiata al parco) può prevenire una riacutizzazione.
  • Continua la terapia di mantenimento. Saltare la prevenzione quotidiana nella speranza di stare bene è una causa frequente di attacchi gravi in stagione pollinica.

Quando consultare un medico o cercare assistenza urgente

Chiama il numero di emergenza o recati al pronto soccorso più vicino in caso di:

  • Grave mancanza di respiro, soprattutto a riposo
  • Difficoltà a parlare in frasi complete
  • Labbra o unghie che diventano blu
  • Scarso o nessun miglioramento dopo l’uso di un broncodilatatore

Prenota un appuntamento in giornata con il tuo medico o l’infermiere specializzato in asma se hai bisogno del broncodilatatore più di tre volte a settimana, se ti svegli di notte con sintomi o se le tue attività abituali sono limitate. Per la gestione a lungo termine, un allergologo può confermare quali specie di polline alimentano la tua asma tramite prick test o esami del sangue, e può discutere opzioni di trattamento a lungo termine quando il trattamento standard non basta.

Una nota sulla variabilità individuale

L’asma di ogni persona si comporta in modo diverso. Le specie che scatenano una persona possono essere irrilevanti per un’altra, e la soglia di una riacutizzazione dipende dai farmaci recenti, da infezioni virali, dall’esercizio fisico e persino dall’inquinamento atmosferico. Usa questo articolo come punto di partenza per una conversazione con il tuo professionista sanitario di fiducia, non come sostituto.

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